Pastorale di Nico Vascellari trasforma la Sala delle Cariatidi

Un’esplosione. Un silenzio. Poi la pioggia di semi. È da questo ritmo ancestrale, insieme industriale e organico, che prende vita Pastorale, l’installazione site-specific di Nico Vascellari per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, in occasione della Milano Art Week 2025. Una mostra promossa dal Comune di Milano – Cultura, curata da Sergio Risaliti e prodotta da Palazzo Reale e Codalunga. Ingresso libero dal 1° aprile al 2 giugno.

Pastorale: la natura che resiste, la memoria che fiorisce

Dopo la grande mostra Melma al Forte Belvedere e la performance Alessio al Salone dei Cinquecento, Nico Vascellari torna con un progetto che scava nella memoria collettiva per immaginare nuove forme di rigenerazione. Una riflessione potente e visionaria sull’unità degli opposti, dove natura e artificio, distruzione e rinascita, personale e politico si fondono in un’unica azione poetica.

Una scultura che batte come un cuore

Al centro della sala – segnata dai bombardamenti del 1943 – una grande scultura meccanica in acciaio giace su un letto di terra. A intervalli regolari, emette un fragoroso scoppio: un gesto dirompente, seguito da una dolcezza inattesa. Semi di piante infestanti – erbacce tenaci, di quelle che nessuno vuole – cadono sul suolo. E lì attecchiscono, crescono, si moltiplicano. È un’ecosistema vivo, autosufficiente, che trasforma la ferita architettonica in un giardino indomito, selvatico, resistente.

“Ricordo da bambino inghiottii il nocciolo di una ciliegia…”, confida Vascellari. “Temevo che sarebbe cresciuto nello stomaco, spingendosi fuori dalla bocca. Ora questa immagine mi sembra un ideale: la natura che ci invade, ci trasforma, ci salva.”

Una sinfonia tra natura e storia

Curata da Sergio Risaliti e prodotta con Codalunga, Pastorale è più di una mostra: è un’esperienza sensoriale, un rito collettivo che sovrappone passato e presente, silenzio e suono, distruzione e rinascita. Il titolo, dal sapore idilliaco e bucolico, sembra quasi stonare con le ferite ancora visibili della Sala. Ma è proprio da questo contrasto che emerge la forza dell’opera. Come un nuovo inizio che affonda le radici nelle macerie, Pastorale apre un varco tra memoria e futuro, tra natura e artificio.

L’arte come gesto di resistenza

Vascellari, cresciuto tra le montagne e i boschi di Vittorio Veneto, mette in scena una narrazione dove la natura non è sfondo, ma protagonista attiva e resistente. I semi caduti sul terreno allestito nella sala non sono decorazione: sono azione, promessa, trasformazione. Pastorale dialoga con una lunga tradizione di arte politica e viscerale, e raccoglie l’eredità di un gesto potente: qui, nel 1953, fu esposto il Guernica di Picasso. Oggi, lo spirito di quella denuncia sopravvive nella poetica di Vascellari, che unisce memoria storica, urgenza contemporanea e tensione poetica.

I boop: sentinelle aliene dell’immaginazione

Ma Pastorale non è solo un’installazione. Prima ancora del suo debutto, ha invaso la città attraverso i boop, creature fantastiche nate dal tratto dell’artista, comparse su maxi-led e campagne teaser che hanno annunciato la mostra con uno sguardo “alieno”. I boop, parte dell’identità visiva firmata da Giga Design Studio, saranno presenti anche nel bookshop della mostra, disegnato con NM3, e diventeranno oggetti da collezione in edizioni speciali realizzate da Codalunga.

Una mostra che continua a vivere

In linea con la filosofia dell’opera, nulla verrà sprecato: ogni materiale utilizzato per l’installazione sarà recuperato, riutilizzato, ridonato. Il terreno tornerà alla terra, le piante troveranno nuova vita fuori dalle mura del museo, gli arredi prenderanno posto nella nuova sede di Codalunga. Pastorale non finisce: continua a vivere, crescere, trasformarsi. Come un seme che germoglia nell’inaspettato.

Codalunga

Codalunga è il cuore pulsante della ricerca artistica di Nico Vascellari, un laboratorio creativo nato nel 2005 a Vittorio Veneto con l’obiettivo di scuotere il panorama culturale locale. Situato nel centro storico di Serravalle, questo spazio indipendente è diventato negli anni un punto di riferimento per l’arte contemporanea, ospitando eventi, performance e produzioni con artisti internazionali. Codalunga è incontro, sperimentazione e radicamento: un presidio culturale che unisce avanguardia e comunità, memoria e futuro, con progetti che spaziano dall’arte visiva alla musica, fino alla moda e al design, senza mai perdere il legame con il territorio.

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